domenica 24 gennaio 2016

il senso del paesaggio

"Un buon paesaggio, che sia piacevole e identificativo del luogo, è un bisogno per tutti noi. Un buon paesaggio produce un senso di benessere, un cattivo paesaggio produce malessere. Il paesaggio incide anche sulle nostre azioni e sulle nostre scelte"



Il senso del paesaggio
Che il paesaggio sia importante per il nostro benessere, lo intuiamo: cerchiamo luoghi la cui vista dia il senso di armonia, di vivacità o di singolarità (e ciò che è armonico non è ostile, ciò che è vivace è allegro, ciò che è singolare prefigura cose nuove e quindi interessanti); fuggiamo invece i luoghi la cui vista dia il senso di disordine, di piattezza, di prevedibilità. Un paesaggio equilibrato e ordinato produce calma, sicurezza psichica e godimento estetico; un paesaggio disordinato o con elementi di casuale dissonanza produce disagio. Le dissonanze e le varietà possono produrre un bel paesaggio, purché non siano banali e gratuite.
Un carattere saliente dei paesaggi è la loro identità. Un paesaggio è bello anche quando è riconoscibile come forma attesa di un determinato luogoè brutto quando contiene elementi estranei che non si riconoscono come identificazioni del luogo: un edificio con tetto piano in montagna o un tetto con falde molto inclinate in un luogo mediterraneo produrranno, ad esempio, un senso di disturbo e la loro visione sarà un elemento dissonante del paesaggio.
Peraltro, sarebbe riduttivo considerare i paesaggi soltanto come fonti di godimento estetico. Se la piacevolezza è una qualità importante del paesaggio, il grado di benessere o di malessere che esso può produrre è legato a contenuti più complessi e meno immediatamente percepibili, che sono una condizione essenziale per un paesaggio vivibile. Dei ruderi possono essere esteticamente godibili perché toccano le corde di una visione romantica ancora presente nella nostra cultura: la loro veduta, però, è funzionale ad un paesaggio visitabile, ma non a un paesaggio abitabile. Una costruzione ipertecnica può essere bellissima come luogo di attrazione, ma disastrosa come luogo del vivere quotidiano, perché priva di elementi della memoria propri della nostra cultura.
La qualità del paesaggio, quindi, deriva in varia misura secondo i casi da aspetti estetici, quali l'ordine, l'equilibrio formale, la varietà ed anche il disordine pittoresco e le dissonanze singolari, ma anche da aspetti di identità, cioè da forme di una struttura che riconosciamo adatta alla funzione del vivere, siano esse singole o nel loro insieme. 

sabato 26 dicembre 2015

Primo Premio Betoniera 2015

Buone feste con il Primo premio Betoniera 2015 consegnato a Sindaco e giunta firmato da decine di cittadini. No alla distruzione della Murgia dei trulli e dei Colli cistranesi.








domenica 1 novembre 2015

social schizzi


Dopo la visita in regione del Comitato di Salvaguardia Ambiente e Territorio di Cisternino in data 29 ottobre 2015 regolarmente concordata e gli impegni presi dall'assessore Signora Anna Maria Curcuruto riportiamo il commento, anonimo in prima istanza, ma poi firmato dopo numerose richieste, di Roberto Pinto consigliere di maggioranza PD con delega allo sport pubblicato su un gruppo FB che fa riferimento al comune: 

"In questa società malata basta avere le entrature giuste per contrastare le scelte di chi è stato democraticamente eletto alla guida di una comunità. Se poi di fronte ti trovi un assessore dal coraggio di Don Abbondio, la missione è ancora più facile."

Il Comitato / no strada colli non può restare silente di fronte al breve commento inizialmente non firmato apparso ieri in un sito fb: 
1) una cortese disponibilità all'ascolto da parte dell'Assessore Regionale, che sembra normale in un regime certamente non autoritario come il nostro, è stato scambiato per qualcosa di completamento diverso;
2) si tratta della domanda di ascolto inutilmente rivolta da anni all'Amministrazione Comunale e nel novembre del 2014 anche con lettera motivata consegnata a Sindaco Assessori e Consiglieri comunali ;
3) per quanto riguarda il coraggio, è da chiedersi se ne possiede chi non sottoscrive le proprie asserzioni e si sottrae al confronto. Se tutto ciò nasce da un equivoco o da qualche inserimento improprio, si abbia il normale buon senso di chiarire o smentire. In caso contrario chiedere scusa, pubblicamente.
Tommaso, Quintino, Alberto, Michele, Laura, Bruna, Oronzo, Maria, Quirico, Pietro componenti la delegazione e le centinaia di persone del Comitato di Salvaguardia Ambiente e Territorio/No strada dei colli.

giovedì 29 ottobre 2015

il comitato incontra l'Assessore



Una delegazione di 10 persone, fra le centinaia di aderenti e le migliaia di firmatari, del Comitato di Salvaguardia Territorio di Cisternino/no strada dei colli è stata ricevuta questa mattina dalla Assessore Regionale alla Qualità del Territorio. Le ragioni e le motivazioni del comitato, che non è stato mai ascoltatato dagli Amministratori di Cisternino, sono state seguite con grande attenzione dal nuovo assessore e dal suo gruppo tecnico. Ne è seguito l'impegno a riesaminare gli aspetti della viabilità e del paesaggio per individuare di conciliare le posizioni dell'Amministrazione con quelle del Comitato.

mercoledì 2 settembre 2015

sentenza definitiva.

In attesa di un nuovo ricorso, per il nuovo progetto della stradaccia dei colli di Cisternino, a Voi e a loro la sentenza del Consiglio di Stato sulla strada dei colli. Il Comune di Cisternino aveva proposto appello contro la sentenza del TAR Lecce che bocciava il progetto del 2009. Il collegio ha statuito l'improcedibilità dell'appello per acquiescienza. 

"Dal comportamento serbato dagli enti successivamente alla sentenza – comune di Cisternino compreso – siccome caratterizzato da uno spontaneo ed attento esame dei contenuti del Piano paesaggistico, poi sfociato nella spontanea riedizione della progettazione secondo linee guida che ne assicurino la stretta sostenibilità ambientale, emerge, con oggettività, un’aggiornata valutazione degli interessi pubblici complessivi incompatibile con la volontà di proseguire il giudizio sui vecchi atti (n.d.r. progetto 2009) ed ottenerne la riviviscenza." 

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=BSPBZSWWQSUEKW7CQWKRWIMJAU&q=strada

mercoledì 22 aprile 2015

la vostra adesione alla 5a ECO-PASSEGGIATA

DOMENICA 26 APRILE
 5a ECO-PASSEGGIATA
 Per i Colli di Cisternino





Tutti gli esseri viventi sono invitati!
Cavalli, cani, conigli, uomini, donne, bambini e bambine, asini, volpi, uccelli, studenti, contadini, professionisti, commercianti, bottegai, politici, …


Ore 9.00
Raduno e Colazione
 presso Oleificio Carucci (C.da Marangiulo 23)

Ore 10.00
Partenza con Pulizia lungo il percorso

Ore 12.30
Arrivo sul crinale dei Colli
Piantumazione dell’Ulivo del Parco e
PIC-NIC dell’amicizia


PULIAMO ASSIEME
Indossa vestiti comodi
Porta guanti e sacco per la pulizia delle strade

PRANZIAMO ASSIEME
Porta qualcosa da mangiare e condividere

VIAGGIAMO ASSIEME
Se vieni in macchina riempila di persone
Meno inquini, meno spendi

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INCONTRO
STRADA dei Colli perché NO
PARCO dei Colli perché SI

Ore 18.00
Presso i Laboratori Urbani Jan.Net
Via XXIV Maggio, Cisternino
(Accanto al Giannettino)

INTERVENGONO
Dott. Michele Camporeale, Architetto
Dott. Eugenio Casanova, Geologo
Prof. Ing. Ernesto Cavuoti, Docente di Ingegneria del Traffico, Politecnico di Bari
Dott. Gianfranco Ciola, Direttore Parco Regionale delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre S. Leonardo
Dott. Jean Vincent Stefani, Geologo

MODERA
Avv. Tommaso Blonda, ex Prefetto

EVENTO PROMOSSO DA
Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente e del Territorio di Cisternino

CON L’ADESIONE DI
Luzzart – Syncretic Agency APS, Terra Libera dai Veleni APS, Macrohabitat APS, Il Gran Teatro del Click APS, Ass. Nazionale Carabinieri d'Italia protezione civile, Ideando aps, Circolo Alter.

sabato 18 aprile 2015

26 aprile Ecopasseggiata a difesa dell'ambiente

26 aprile 2015 Quinta Ecopasseggiata a difesa dell'ambiente, contro lo stradone dei colli e per salvare i nostri alberi. Quest'anno si parte dal Frantoio Carucci alle 10 in contrada Termetrio e si arriva sul crinale dei colli dove termina l'attuale strada asfaltata dove faremo un bel pic nic e pianteremo un olivo.

Con questa manifestazione vogliamo anche indicare quale tipo di sviluppo si vuole scegliere: parchi, ambiente, salute, paesaggio e turismo o cementificazione e batteri killer? Naturalmente sono benvenuti tutti, di tutte le razze e le età e di tutte le professioni. Cavalli, asini, cani, bici, skate e monopattini... sono altrettanto benvenuti.
Alle 18 si terrà il convegno sugli stessi temi presso lo spazio Jan.net ass. Ideando a Cisternino con l'ingegner Cavuoti, l'idrogeologo Prof. Casavola, l'architetto e urbanista Michele Camporeale, modera il prefetto Blonda.

sabato 14 marzo 2015

Redditività del progetto "Strada dei Colli" ecco lo studio:


Abbiamo ricevuto il documento elaborato dall' ingegnere Ernesto Cavuoti (già docente di "Costruzione di Strade, Ferrovie ed Aeroporti, Tecnica ed Economia delle infrastrutture viarie, Gestione, Manutenzione e Sicurezza Stradale presso il Politecnico di Bari) e come volevasi dimostrare l'opera si conferma inutile e una vera truffa ai danni della collettività. Le conclusioni tratte dal Prof. Cavuoti sono le seguenti:


“ .........l’ indice ( di redditività) risulta negativo perché i benefici attesi dalla realizzazione del
progetto sono minori (di molto) del capitale investito”;
“...... i benefici apportati dalla nuova realizzazione per diminuita incidentalità sono da considerare
nulli”.

Inoltre Il Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente e del Territorio di Cisternino, nell’esprimere plauso e soddisfazione per il nuovo Piano Paesaggistico Regionale, prende atto delle nuove normative che introducono parametri e “visioni” che mettono totalmente fuori gioco la progettata Strada dei Colli.
Per tanto, in linea con le conclusioni del prof. Cavuoti, il Comitato auspica che il Progetto venga finalmente ritirato dall’ Amministrazione di Cisternino e che le relative risorse economiche vengano impiegate in opere che producano benefici alla comunità.




domenica 1 marzo 2015

Un piano per salvare la Puglia "bene comune" di Gabriele Invernizzi

ph. Francesco Carparelli

Intervista a Angela Barbanente vicepresidente della Regione Puglia

di Gabriele Invernizzi

Lunedi 16 febbraio la Giunta regionale pugliese ha approvato il Pptr, Piano paesaggistico territoriale regionale. Sull'importanza e il significato di questo evento il giornalista Gabriele Invernizzi ha intervistato Angela Barbanente, vicepresidente della Regione e assessore all'Assetto del territorio.

Signora Barbanente, può spiegarci in poche parole che cos'è un Pptr?
E' un piano paesaggistico finalizzato alla conoscenza, tutela, valorizzazione e riqualificazione del paesaggio, approvato in attuazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004 e conforme alla Covenzione europea del paesaggio adottata a Firenze nel 2000 e ratificata dal Parlamento italiano nel 2006.

Tutte le regioni italiane devono dotarsi di questo strumento di governo del territorio, ma la sola Puglia per ora l'ha fatto. Tanto zelo si spiega soltanto con una particolare sensibilità della giunta Vendola oppure cela anche un'urgenza dettata dalla gravità dei problemi del territorio pugliese?
C'erano entrambe le ragioni. Già nel presentare il programma di governo, nel giugno 2005, il presidente Vendola aveva parlato di un nuovo ciclo di sviluppo attraverso la valorizzazione delle risorse materiali e immateriali, costituite da  donne, uomini, giovani e dai beni ambientali e culturali del territorio. Il nuovo ciclo doveva investire tutti i settori produttivi: dal settore agricolo, che prevedeva un modello di sviluppo basato non solo su una maggiore e migliore produzione ma soprattutto sulla capacità di cogliere le opportunità offerte dalle politiche di tutela e salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio; al settore turismo, per il quale si prefigurava un rilancio incentrato su tutela dell'ambiente, valorizzazione del patrimonio culturale e integrazione nell'area del Mediterraneo. Intanto in Puglia è cresciuta la consapevolezza collettiva della gravità dei problemi ambientali prodotti dalla politica dei poli industriali promossa dalla Cassa per il Mezzogiorno, con l'Ilva di Taranto o la centrale a carbone di Cerano, insieme al dissesto idrogeologico e all'erosione costiera provocati dalla urbanizzazione selvaggia dei versanti, delle aree naturali, dei litorali e dei corsi d'acqua superficiali e sotterranei.

E' dunque evidente che il Pptr avrà un forte impatto sul piano economico. A quali modelli di sviluppo vi siete ispirati?
A modelli autosostenibili e durevoli che fondano le prospettive di sviluppo sulla salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio territoriale e paesaggistico, inteso quale bene collettivo prodotto nei tempi lunghi della storia e nel quale si intrecciano indissolubilmente natura e cultura, risorse materiali e immateriali,
compresa la sfera sociale e culturale e la capacità dei soggetti di attivarsi e autoganizzarsi.

Le ho fatto questa domanda pensando a quanto accade in Val d'Itria, dove un gioiello paesaggistico come i Colli di Cisternino è minacciato dall'insensato progetto di farci passare una nuova strada: ancora asfalto e cemento, e in prospettiva nuove case “a schiera”, alberghi e magari campi da golf e tutto quanto va insieme alla solita speculazione edilizia. Il vostro Pptr rappresenterà un baluardo capace di allontanare queste minacce?
Il Pptr è stato concepito proprio per evitare tali minacce agendo su un doppio fronte. Un fronte è la tutela, appunto, dei “gioielli paesaggistici” come i Colli di Cisternino che vengono descritti nell'Atlante del patrimonio e nelle Schede d'ambito molto più accuratamente di quanto faceva il vecchio Piano paesaggistico. Il secondo fronte è quello delle scenario strategico, prima del tutto assente, che assume i valori patrimoniali del paesaggio pugliese e li traduce in obiettivi di trasformazione per contrastare le tendenze di degrado e costruire le precondizioni di forme di sviluppo locale socioeconomico autosostenibile mediante progetti territoriali regionali, linee guida, progetti integrati.

La lotta contro questa famigerata Strada dei Colli ha dato per la prima volta una voce a migliaia di cittadini, dai giovani ai vecchi agricoltori, che non si limitano a dire “no!” e chiedono progetti di sviluppo alternativi, dall'agricoltura biologica al turismo sostenibile, dai parchi naturali al paesaggio come “bene comune”. Nel vostro Pptr vi è traccia di tutto questo?
Il Pptr, nel suo Scenario strategico, comprende cinque progetti territorali che, supportati anche da coerenti programmi di finanziamento, intercettano tutti i progetti di sviluppo come quelli che vengono richiesti dai cittadini di Cisternino che si oppongono alla Strada dei Colli.

Ci può descrivere questi cinque progetti?
Uno è la Rete Ecologica Regionale, per rafforzare le relazioni con le politiche di conservazione della natura e tutela della biodiversità. Due, il Sistema Infrastrutturale per la Mobilità Dolce, per rendere fruibili i paesaggi regionali sia per gli abitanti che per il turismo escursionistico, enogastronomico, culturale e ambientale, grazie a una rete integrata di mobilità ciclopedonale, ferroviaria e marittima che recupera strade panoramiche, sentieri, tratturi, ferrovie minori, stazioni, attracchi portuali. Tre, il Patto Città-Campagna per rafforzare le funzioni pregiate delle aree rurali e riqualificare i margini urbani. Quattro, la Valorizzazione e Riqualificazione integrata dei pasaggi costieri. Cinque, i Sistemi Territoriali per la fruizione dei beni culturali e paesaggistici...

Peccato che la vostra giunta si avvicini alla fine del mandato... Ma il Pptr risulterà vincolante anche per i nuovi governi? 
Finchè resterà in vigore così come è stato approvato, certo che risulterà vincolante. Ovviamente un piano può sempre essere cambiato... Ma difendere questo Pptr non spetta solo alla Regione, ma anche a tutti coloro che ne condividono la visione e la strategia. Per renderlo ancora più profondamente patrimonio comune e garantirne un'attuazione efficace, occorrerà bilanciare sapientemente l'applicazione delle norme volte alla regolazione e al controllo delle trasfiormazioni, con l'uso degli strumenti volti a promuovere la qualità del paesaggio e la valorizzazione dei patrimoni identitari della Puglia attraverso gli strumenti della produzione sociale del paesaggio...

Come?
Dando impulso alla progettualità locale... Incentivando l'uso degli strumenti di democrazia partecipativa per la comunicazione sociale e l'arricchimento delle conoscenze sul patrimonio paesaggistico... Promuovendo forme di co-progettazione locale per sviluppare la coscienza di luogo e la cura del territorio...

Ha visto che cosa è successo in Toscana? Lì il Pptr non è stato ancora approvato e già il Pd, che pure è al governo della regione, ha proposto un maxiemendamento per trasformare le sue direttive “vincolanti” in semplici “indirizzi”. Anche il Pptr pugliese va incontro a rischi del genere?
Il nostro Piano ormai è stato approvato e quindi non vi è un rischio di maxiemendamento. Tuttavia anche noi abbiamo attraversato momenti di vivace contraddittorio sul sistema delle tutele, degenerato in aspra polemica nei giorni immediatamente successivi all'adozione, nell'agosto del 2013. Il fatto che non si fosse in vigilia di elezioni, com'è la Toscana oggi, ci aveva consentito di superare le tensioni grazie a un intenso confronto con le parti politiche, gli enti locali, i produttori di paesaggio, le associazioni e i cittadini, in innumerevoli incontri in giro per la Puglia. E' stato un lavoro faticoso che ha rischiesto molta tenacia e pazienza, ma che ha consentito di superare l'impasse solo con qualche lieve modifica che non ha snaturato la filosofia e il rigore del nostro Piano.



giovedì 15 gennaio 2015

un buon inizio è il miglior augurio



RINGRAZIAMO le oltre 4.300 persone che hanno firmato le petizioni contro l'orribile e insensato progetto della strada sul crinale delle colline, la cosiddetta Strada dei Colli,le quali hanno incoraggiato e sostenuto il Comitatoche da anni svolge azioni verso il Comune e verso la Regione ed è formato da decine di persone di ogni età, professione e provenienza culturale;

RICORDIAMO le ragioni della ferma opposizione al progetto, vale a dire:
- deturpazione del paesaggio e irrimediabile perdita delle attrattive legate al territorio rimastopressoché incontaminato, con i suoi trulli e masserie, querce, ulivi e muretti a secco;
- grave rischio idrogeologico, con la possibilità che nel tempo si verifichino inondazioni e franee conseguenti pericoli per le persone, come avviene in gran parte d'Italia;
- completa inutilità della strada che si intende costruire, in quanto l'area è già servita da rete viaria più che adeguata.
I primi due punti sono avvalorati da studi già depositati in Regione, lo studio sul terzo punto (inutilità della strada) è in elaborazione e verrà reso noto al più presto;

PROPONIAMO che l'esistente Parco delle Dune Costiere di Fasano e Ostuni divenga il PARCO NATURALE REGIONALE DELLE DUNE COSTIERE DI FASANO, OSTUNI E DEI COLLI DI CISTERNINO, quale risorsa ambientale unitaria da gestire con politiche di sviluppo del turismo e della ricettività, dell'agricoltura biologica e dei percorsi naturalistici, come alternativa alle colate di cemento e asfalto che l'Amministrazione comunale di Cisternino intende rovesciare sul territorio;

RISERVIAMO particolare attenzione al Piano Urbanistico Generale (P.U.G.) che si sta preparando, auspicando che Sindaco e Giunta attivino, come richiesto dalla Regione, pratiche di coinvolgimento reale dei cittadini e delle categorie economiche e sociali nelle scelte dei contenuti del Piano Urbanistico, che dovrà assicurare la qualità dell'ambiente e il rispetto dell'architettura, nel paese e nelle campagne. L'intelligente utilizzazione di questo “PATRIMONIO” sarà in grado di offrire opportunità di sviluppo e benessere al tempo che viviamo e alle future generazioni; 

INFORMIAMO che seguiremo tutte le problematiche territoriali di maggior interesse e adotteremo ogni iniziativa di denuncia e di coinvolgimento.


Comitato per la Salvaguardia e la Tutela Ambiente e Territorio di Cisternino

domenica 9 novembre 2014

trenta giorni, la burocrazia del disastro!




trenta giorni di tempo per presentare “osservazioni” agli elaboratori tecnici relativi ai lavori di realizzazione del tratto di completamento della S.P. 18 Ostuni-Cisternino, (quella più comunemente conosciuta come “Strada dei Colli”) come da Art.16,comma 3 della L.R.n.11/2001 “Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale”.

venerdì 24 ottobre 2014

LA FOTOSTORIA DEI COLLI #2

Calib Libreria Caffe di Cisternino ospiterà la mostra "LA FOTOSTORIA DEI COLLI".Con 45 fotografie di 9 autori, domenica 26 ottobre dalle ore 18,30 fino a data indeterminata. Condividete e partecipate. 



Lo scorso agosto le associazioni LUZZART, Gruppo Archelogico Valle d'Itria, Terra Libera dai Veleni hanno organizzano una esposizione fotografica dal titolo: La Fotostoria dei colli, "Paesaggi, natura, cultura, partecipazione"
Art. 9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
nel suggestivo scenario di S. Maria di Costantinopoli di Cisternino (Br)
da DOMENICA 26 OTTOBRE LA MOSTRA SI è TRASFERITA
NEGLI SPAZI DELLA LIBRERIA CALIB DI CISTERNINO A PARTIRE DALLE ORE 18,30
Nella mostra saranno esposte circa 50 opere di 9 autori: Francesco Carparelli, Luca Palazzo, Mimmo Miccolis, Angelo Scarafile ex Pino Giobba, Goffredo Smeths, Vincenzo Molendini, Renza De Cesare, Federica Ezili Moggia, Stefania Vanoussis.
Un percorso attraverso le immagini per evidenziare il particolare e unico paesaggio della murgia dei trulli, per denunciare i tentativi di scempio che si ripetono da anni nel tratto tra Ostuni e Cisternino, per evitare che anche questa zona venga compromessa, per far vedere che gran parte della popolazione difende la propria terra e l'ambiente, per affermare che tagliare 521 olivi in grande maggioranza secolari, antichi fragni, lecci, fichi è immorale oltreché inutile come al contrario vorrebbero farci credere alcuni personaggi ancora legati alla cementificazione e al consumo di suolo.
Per far capire che difendere l'integrità del territorio è una risorsa ambientale e culturale che porta sviluppo e qualità della vita.

La mostra è promossa dal Comitato di Salvaguardia Ambiente e Territorio di Cisternino e ha il sostegno del WWF Martina Franca.

martedì 21 ottobre 2014

Cari fratelli del Mediterraneo, Dear friends of the Mediterranean...




Cari fratelli del mediterraneo,
siamo davvero felici di ospitare la vostra Seconda Conferenza internazionale dei Borghi più belli. Siamo certi che qui troverete un'accoglienza all'altezza delle migliori tradizioni del Mare Nostrum e saprete apprezzare le bellezze di Cisternino tra le sue case bianche, i vicoli stretti con scale e scalette, archi e balconi fioriti, i selciati di pietra lucida e poi i palazzi barocchi insieme alle torri medioevali. E però noi vi chiediamo: davvero basta questo a fare di Cisternino uno dei Borghi più belli del Mediterraneo?

Nei protocolli dei vostri Club voi scrivete che tra i criteri di ammissione di un borgo vi è “la preservazione del legame tra microsistema urbano, storicamente determinato, e ambiente naturale circostante”, come pure “la protezione dell'ambiente e la lotta alle costruzioni abusive e al consumo dei suoli”. E tra gli scopi c'è quello di “conciliare il rispetto del patrimonio culturale ed ambientale con le necessità dello sviluppo economico”. Sono parole chiare e precise.

Chiara e precisa è anche l'immagine che voi vedete qui sopra: riproduce il territorio di Cisternino, e quella sorta di serpente che lo attraversa è il progetto di una nuova strada, detta Strada dei Colli, che la Giunta comunale del sindaco Donato Baccaro, il vostro ospite di questi giorni, vorrebbe costruire per collegare Cisternino alla città di Ostuni. Pochi chilometri, ma che attraversano il cuore verde e incontaminato della Murgia dei Trulli. Ed è cemento e asfalto che avanzano abbattendo centinaia di ulivi e altre piante secolari, cancellando antichi tratturi e muretti a secco, mettendo a rischio la tenuta idrogeologica del sottosuolo. Una ferita che comprometterebbe il paesaggio e l'ambiente proprio adesso che anche qui si va affermando un turismo nuovo, un turismo “slow” ed eco­compatibile che potrebbe risanare l'economia dei Colli. E tutto questo perchè? Non certo per necessità: una nuova strada tra Cisternino e Ostuni risulta essere del tutto inutile, in quanto superflua. L'unico motivo (confessabile e confessato) è che ci sono i soldi, quattro milioni di euro, di un vecchio finanziamento europeo. Ma nessuno calcola a quanto ammonterebbe il danno economico che deriverebbe dalla distruzione di un paesaggio e di un ambiente che sono unici e preziosi.

Fratelli del Mare Nostrum, aiutateci a fermare questo progetto insensato. Ricordate al sindaco Baccaro che per fare di Cisternino uno dei Borghi più belli del Mediterraneo, insieme alla città ci vuole il territorio che la circonda.

Dear friends of the Mediterranean,
We are delighted to be the hosts for the second International conference on the 'Most Beautiful Villages'. You will be welcomed in the best traditions of the Mare Nostrum and be able to appreciate the beauty of Cisternino's traditional white houses, narrow alleyways with their steps, stairways, archways and flowering balconies, the pavements of glistening stone and the baroque palaces and mediaeval towers. However, we would ask you: is all of this sufficient to make Cisternino truly one of the most beautiful of Mediterranean villages?

Your Club's regulations state that the criteria of admission by a village is "the preservation of the links between urban microsystems, historically defined, and the surrounding natural landscape" as well as "protection of the environment, combatting illegal construction and impoverishment of the land". One of the goals is to "reconcile respect for the cultural and environmental heritage with the need for economic development". These are clear and precise words.

The image you see above is also clear and precise: it represents Cisternino's territory, and that serpent-like form which cuts across it is the project for a new road, called the Strada dei Colli (or the hill road) which the Local Council of the mayor, Donato Baccaro who will be your host during the Conference, wants to build connecting Cisternino with the town of Ostuni: a few kilometers which cut through the green and pristine heart of the Murgia dei Trulli. It is cement and asphalt which will mean the destruction of hundreds of olive trees and historical woodland, wiping out ancient regions and dry stone walls and putting the hydro-geological subsoil system at risk.
This laceration will compromise the landscape and the environment at a time when tourism is growing, a "slow" and eco-compatibile tourism which could restore the economy of the Colli. It is certainly not a necessity: a new road between Cisternino and Ostuni is absolutely pointless and superfluous. The only motive, demonstrable and demonstrated, is economics - four million Euros from an old European grant. However, no-one has yet calculated the economic damage brought about by the destruction of a landscape and environment which is unique and priceless.

Friends of Mare Nostrum, please help us to stop this senseless project. Remind Mayor Baccaro that to make Cisternino one the most beautiful villages of the Mediterranean it is not only the towns and villages that are essential but also the territory that surrounds them.





domenica 12 ottobre 2014

incidentalità sp17 Ostuni-Cisternino, false e ingiustificate motivazione, solo speculazioni!

La dimostrazione lampante delle falsità che amministratori incompetenti hanno propinato per anni per difendere il progetto dello stradone dei colli o strage dei colli - l'attuale Ostuni -Cisternino è la meno pericolosa anzi quasi per niente e più che sufficiente per collegare le due città. Cade anche questa motivazione! 







mercoledì 20 agosto 2014

il prefetto con il Comitato, l'intervista


Il Comitato del No alla Strada dei Colli, in una riunione tenuta la sera dell'11 agosto nella suggestiva Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, ha cooptato il prefetto Tommaso Blonda fra i suoi portavoce. Il giornalista Gabriele Invernizzi lo ha intervistato.



Questa sì che è una notizia: un prefetto che si mette a capo di una banda di “facinorosi”, come il vicesindaco di Cisternino ha definito quanti si oppongono al progetto della Strada dei Colli. Tommaso Blonda, che cosa l'ha spinta a scendere in campo?
" Non mi sono messo a capo, ma sono entrato nella banda dei “facinorosi”. Sì, da qualche tempo sono uno di loro, uno dei tanti che si oppongono a questo progetto senza senso, e adesso scendo in campo perché condivido le loro preoccupazioni sulla inutilità e soprattutto sul danno che ne può derivare per la comunità."
...

domenica 10 agosto 2014

Distruzione del Paesaggio Storico, sviluppo miope e una falsa idea di modernizzazione

L'intervistato è Alberto Magnaghi, architetto urbanista, professore emerito dell'Università di Firenze. L'intervistatore è Gabriele Invernizzi, giornalista.

Professor Magnaghi, lei è stato il coordinatore scientifico del Pptr, il Piano paesaggistico territoriale della regione Puglia. Il suo papà, insomma... Qual è stata l'idea di fondo che ha ispirato questo piano che oggi viene considerato un modello da seguire, non solo  in Italia ma anche in Europa?
L'idea di fondo del Piano, che applica creativamente il Codice dei beni culturali e del paesaggio e la Convenzione europea del paesaggio, è una interpretazione identitaria e patrimoniale del paesaggio regionale. E' una interpretazione non solo finalizzata allo sviluppo dell'economia turistica (che in molti casi consuma risorse e distrugge paesaggio) ma è assunta come insieme di “elementi costruttivi” (ambientali, territoriali, paesaggistici, produttivi, culturali, artistici) che vanno messi in valore per elaborare un nuovo modello di sviluppo endogeno e durevole: un modello che punta allo sviluppo di un “pensiero meridiano” che sappia interpretare i propri valori identitari come risorse collettive utili a elevare la qualità della vita producendo beni utili al mondo e, dunque, ricchezza durevole. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio ci impone di trattare i valori paesaggistici di tutto il territorio regionale, dunque non solo le eccellenze paesaggistiche ma anche la riqualificazione delle aree degradate, le periferie, le zone industriali, le aree dell'abbandono e così via. In altre parole, si tratta di progettare l'elevamento della qualità dei “mondi di vita della popolazione”, così come la Convenzione europea interpreta il paesaggio, attraverso la cura e la reinterpretazione innovativa dei suoi giacimenti patrimoniali.
Più in concreto che cosa significa?

venerdì 8 agosto 2014

Smentite e dietrofront, cose già viste! Il vicesindaco e il giornalista.

da Gabriele Invernizzi
Se io telefono al signor Taldeitali e insieme al mio nome gli dico che sono un giornalista e che vorrei fargli un'intervista; se mi presento all'ora e nel luogo da lui proposti e una volta seduti l'uno davanti all'altro dispongo sul tavolo che ci separa il quaderno sul quale mi sono già appuntato le domande che intendo fare; se sotto i suoi occhi trascrivo sullo stesso quaderno le risposte che lui mi dà: ecco, tecnicamente parlando questa è un'intervista. Ho passato una vita a fare interviste e so cos'è un'intervista. Come pure so che ogni tanto capita che chi ha rilasciato un'intervista, dopo che se l'è letta e si è dato del coglione, comincia a strillare che lui non ha mai rilasciato quell'intervista, e che comunque è stato frainteso e che lui ha parlato tanto per parlare, eccetera. Tecnicamente parlando questa è una smentita. Di solito la smentita non smentisce un bel niente, ma non importa, quel che conta è poter dire che si è smentito. Qualche rara volta la faccenda finisce persino in tribunale, ma non porta a niente. Il giornalista, che deve fare i conti con un codice deontologico piuttosto severo, non è così fesso da inventarsi un'intervista o da non poter dimostrare che l'intervistato ha veramente detto quello che lui ha trascritto. Al signor Vito Zizzi, avvocato e vicesindaco di Cisternino, io ho dunque fatto un'intervista. Che lui adesso smentisce. Io invece la confermo. Parola per parola, sono tutte parole di Vito Zizzi. Anzi: quasi tutte. Perché gli insulti e gli improperi da lui indirizzati ai membri del Comitato del No, come pure i giudizi sprezzanti sulla competenza del professor Alberto Magnaghi, ho preferito riportarli solo in minima parte. E per me la faccenda si chiude qui. Anzi: no. In tante interviste che ho fatto in tanti anni di professione, in Italia e in giro per il mondo, non mi è mai capitato di vedere chiamata in causa la mia identità (a proposito: sì, sono proprio un giornalista iscritto all'Ordine nazionale dei giornalisti, categoria professionisti) e tantomeno la mia vita privata, compreso il mio stato civile. A Cisternino invece sì. Vito Zizzi e i suoi sicofanti.si sono attaccati anche a questo. Non riescono a concepire che un giornalista rappresenti l'opinione pubblica, e non la propria moglie. E che, se il progetto della Strada dei Colli è una vergogna, io ho il diritto e il dovere di denunciarlo.

Puntuale del vicesindaco a chi bisogna credere? Al politico che come al solito si rimangia le parole oppure al giornalista che conferma domande e risposte? 
Ecco la smentita: 

dal profilo fb del vicesindaco Vito Zizzi:
STRADA DEI COLLI: ULTIMO ATTO
Per ripristinare la verità


domenica 3 agosto 2014

Quelli del comitato sono dei facinorosi e l'urbanista padre del Pptr Puglia, Magnaghi, non sa nulla.


Intervista al vicesindaco di Cisternino avv.Vito Zizzi Alle ore 19,35 di venerdi 25 luglio 2014, Vito Zizzi, vicesindaco di Cisternino con delega di assessore ai Lavori Pubblici, ha ricevuto il cronista nel suo studio di avvocato in Cisternino, Via Roma 92, che ospita la moglie, anche lei avvocato, e ha rilasciato la seguente intervista esclusiva attorno alla nota questione della Strada dei Colli, che da mesi, anzi da anni ormai, toglie il sonno a molte persone, compreso lui.  

Vicesindaco Zizzi, si figuri che ho trovato nel web, e più precisamente nel sito Vox Vici, una sua nota in cui lei affermava che il nuovo progetto della Strada dei Colli avrebbe dovuto essere “concertato e condiviso” tra tutte le parti in causa, e in primis con il Comitato del No alla Strada dei Colli. Questo lei affermava in data 26 maggio 2011. Ma in questi tre anni non è stato concertato e condiviso proprio un bel niente. Perchè ha cambiato idea?

Io? Io non ho cambiato idea. Sono stati quelli del Comitato che, dopo avere chiesto un incontro con il Comune e dopo che gli avevamo proposto una data, sono spariti, non si sono più fatti sentire... 

Mi consenta, avvocato: voi di fatto avevate proposto una data che a loro risultava improponibile per il buon motivo che cadeva alla vigilia della loro manifestazione del 27 aprile, e quindi avevano chiesto un rinvio. Ma rinvio non c'è stato. E suppergiù lo stesso è accaduto con il referendum... 

Il referendum? Ma il referendum noi l'abbiamo persino approvato, e questo proprio grazie al sottoscritto. Però c'era una difficoltà. E' che su questa questione specifica della Strada dei Colli, essendo l'opera già in opera, il referendum non si può fare. Perchè se vincesse il No,visto che essendo in opera sono già stati spesi e stanziati dei fondi, chi li pagherebbe? 

Capisco. Veniamo al dunque. A che punto siamo con questa Strada dei Colli? 

giovedì 31 luglio 2014

Dal primo agosto a Cisternino la Fotostoria dei colli, "Paesaggi, natura, cultura, partecipazione"

La Fotostoria dei colli, "Paesaggi, natura, cultura, partecipazione"
dal Primo al 18 agosto 2014 nel suggestivo scenario di S. Maria di Costantinopoli (ex cimitero vecchio) di Cisternino (Br)
Art. 9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

50 immagini di 9 autori:  Francesco Carparelli, Luca  Palazzo, Mimmo Miccolis, Angelo  Scarafile ex Pino Giobba, Goffredo Smeths, Vincenzo Molendini, Renza De Cesare, Federica Ezili Moggia, Stefania Vanoussis.



Un percorso attraverso le immagini per evidenziare il particolare e unico paesaggio della murgia dei trulli, per denunciare i tentativi di scempio che si ripetono da anni nel tratto tra Ostuni e Cisternino, per evitare che anche questa zona venga compromessa,  per far vedere che gran parte della popolazione difende la propria terra e l'ambiente, per affermare che tagliare 521 olivi in grande maggioranza secolari, antichi fragni, lecci, fichi è immorale oltreché inutile come al contrario vorrebbero farci credere alcuni personaggi ancora legati alla cementificazione e al consumo di suolo.
Per far capire che difendere l'integrità del territorio è una risorsa ambientale e culturale che porta sviluppo e qualità della vita.

Interverrà Il professore LUCA MARINI docente di Diritto Internazionale alla Sapienza di Roma, già vice presidente del Cnb.ni e Renza De Cesare che leggerà e interpreterà alcuni testi sul tema dell'ambiente

La rassegna fotografica  sarà aperta dal 1 al 18  agosto con i seguenti orari  dalle 18,30  alle 23 in modo che uno spazio così importante possa essere visitato in un periodo cruciale per il turismo. Le associazioni saranno a disposizioni per le visite guidate nell'area.  

La mostra ha il sostegno del WWF Martina Franca.

Luzzart, Gruppo Archelogico Valle d'Itria, Terra Libera dai Veleni 
leggi anche l'articollo sull'evento dal Tacco di Bacco 

Comitato di Salvaguardia Ambiente e Territorio di Cisternino  

sabato 12 luglio 2014

Costi certi, benefici (se esistono) assai limitati! L'intervista a Luca Pellegrini, professore ordinario di Economia.


Professore, a Cisternino è guerra tra il Comune che vuole la Strada dei Colli e gran parte dell'opinione pubblica che invece difende l'ambiente e il paesaggio. Come economista lei che cosa pensa di questa vicenda?

Penso che ogni progetto pubblico dovrebbe essere corredato da una analisi costi e  benefici. E' esattamente quello che fanno tutte le imprese private quando valutano se esiste spazio per un margine di profitto. Ma per un ente pubblico la valutazione è più complessa perchè il soggetto di riferimento non è l'investitore privato, bensì la comunità di riferimento Ciò significa che nel conto dei costi e dei benefici vanno computati anche elementi che per il privato, se non è obbligato a considerarli, sono irrilevanti.

Quali sono questi elementi?
I costi che cadono su soggetti terzi, che il privato non deve compensare, o i benefici che non è in grado di farsi riconoscere. Dovrebbe essere evidente che un soggetto pubblico non può comportarsi allo stesso modo.

Nel caso della Strada dei Colli i costi sarebbero coperti da un finanziamento Cipe. Questo cambia qualcosa?